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La pandemia che cambia la concezione futura dell’abitare

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Dal ruolo delle terrazze alla necessità che la casa sia anche un luogo di lavoro.



Il 9 aprile, ad un mese dall’inizio delle misure di distanziamento sociale per il contenimento dell’epidemia da coronavirus, nella web conference organizzata da Green City Network e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile è stato presentato un dossier intitolato “Pandemia e sfide green del nostro tempo”



Una riflessione dedicata da una parte a come stanno cambiando i consumi e gli stili di vita, all’economia circolare, alla decarbonizzazione e alla mobilità sostenibile, con tutte le pratiche green che i cittadini possono adottare per sostenere il cambiamento. Dall’altra sul futuro del nostro abitare.



Se la pandemia in atto sta sconvolgendo il nostro modello quotidiano di vita e le abitudini consolidate, ci viene indubbiamente offerta anche un’occasione per pensare alle sfide che ci aspettano e a quelle “lezioni” con cui il coronavirus ci ha messo forzatamente alla prova. Come il lavorare da casa, lo smart working



Non tutti eravamo e siamo attrezzati. E non è solo una questione di tecnologie, perché con quelle avevamo già avuto il tempo di adattarci. La prima vera crisi dell’era digitale, dopo la fine dell’analogico, fa i conti anche con gli spazi abitativi. Che d’ora in avanti vanno ripensati proprio in funzione di quella che sicuramente è destinata a diventare una soluzione lavorativa, se non permanente, quantomeno potenziale anche dopo la pandemia.



Ad archietti e progettisti, ma anche alle aziende che propongono soluzioni a tutto tondo per l’abitare, il compito di trovare nuove soluzioni. È il momento di mettere sul tavolo le idee. Abitazioni che tengano conto di nuove esigenze, di spazi intermedi, di terrazzi, balconi e giardini condominiali. Di abitazioni concepite non più solo come spazi in cui dormire, mangiare e trascorrere i fine settimana, ma anche come luoghi di lavoro, di studio, di cultura, di svago



È necessario prendere appunti: come è cambiato l’utilizzo degli spazi nelle abitazioni in questi giorni di emergenza? Per poi capire come questi cambiamenti influiranno sulla progettazione dell’abitare futuro.