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Un patto per una Pianura Padana che respiri

Un patto dei sindaci per una Pianura Padana che respiri. È stato presentato il 22 aprile scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, dai sindaci di Milano Beppe Sala, di Bologna Matteo Lepore, di Torino Stefano Lo Russo, di Venezia Luigi Brugnaro e di Treviso Mario Conte. Lo hanno sottoscritto sul palco del Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, dove è andato in scena “Le città cambiano aria”, che ha richiamato moltissimi amministratori pubblici dell’area padana. Tutti accomunati dallo stesso critico e cronico problema: l’inquinamento.

Come ha spiegato in apertura la giornalista scientifica Barbara Gallavotti, “la Pianura Padana non ha mai avuto la reputazione di essere un luogo in cui c’è una buona aria, ma gli ultimi dati hanno creato particolare inquietudine fra la popolazione”. A settembre, per esempio, una ricerca dei Paesi Bassi e della Svizzera mappava le polveri sottili in Europa: quasi nessuno nel nostro continente respira un’aria con un livello di polveri sottili pari a quello molto basso raccomandato entro il 2035 dall’OMS e nella mappa dell’Europa risultava particolarmente critica la situazione nella Pianura Padana e nell’Est Europa (dove il problema è addebitabile soprattutto alla tecnologia, con l’uso ancora esteso del carbone come fonte energetica). Nella Pianura Padana la questione è più complessa: elevata concentrazione di popolazione (oltre 20 milioni di abitanti) e di attività produttive (qui viene generato più del 50 per cento del PIL nazionale), zona molto schermata dalle montagne e quindi con poca circolazione d’aria. 

A tutto questo si aggiungono i cambiamenti climatici, con fenomeni meteorologici sempre più estremi come periodi di siccità più frequenti e duraturi, alternati a piogge sempre più violente, che contribuiscono all’accumulo di inquinanti, compromettendo ancora di più la qualità dell’aria.

Certo, dal 2002 a oggi i livelli di polveri sottili in questa vasta area dell’Italia sono quasi dimezzati. Ma non è sufficiente.

Sono partiti dalla Costituzione, i sindaci. Dall’articolo 32, che afferma che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo. Ma l’inquinamento fa ammalare e uccide. “L’inquinamento del suolo, delle acque e dell’aria – si legge nel patto – costituisce una minaccia costante al benessere psicofisico dei nostri cittadini e delle nostre cittadine. Salute e tutela dell’ambiente sono quindi un binomio sempre più inscindibile della nostra epoca su cui è necessario orientare l’azione politica e le strategie dei prossimi anni”. 

Gli amministratori locali si impegnano concretamente a promuovere in tutti i comuni misure virtuose per l’ambiente. “Ci impegniamo a sostituire tutte le caldaie comunali a gasolio, a continuare a piantumare nuovi alberi, a promuovere misure volte a decongestionare i Comuni dal traffico veicolare, a investire sul trasporto pubblico e a incentivare l’uso di mezzi di spostamento più sostenibili”. Ma si dicono anche consapevoli che le loro sole forze e le loro sole risorse non bastano e per questo si rivolgono all’Italia e all’Europa, perché siano al loro fianco in prima linea in questa battaglia.

“Chiediamo al Governo italiano di rendere disponibili con urgenza investimenti dedicati a ridurre l’impatto negativo sull’ambiente dei trasporti di persone e merci e delle attività agricole ed industriali. Chiediamo investimenti concreti sul finanziamento e la sostenibilità del trasporto pubblico locale, soprattutto nella transizione a mezzi elettrici. Chiediamo anche fondi straordinari per i piani di sostituzione delle caldaie obsolete e, più in generale, per l’efficientamento energetico degli edifici e la riforestazione urbana, in tempi rapidi e con un sistema di erogazione agile ed efficiente”.

“Chiediamo all’Unione Europea di fare la sua parte: perché l’area padana è uno dei casi più critici, per le caratteristiche territoriali e l’alta densità abitativa e produttiva. Crediamo che l’unica soluzione sia un piano straordinario a tutti i livelli. La questione della qualità dell’aria non può essere affrontata solo in modo occasionale e su scala comunale: è una sfida continua e costante che coinvolge tutti gli attori del territorio. Chiediamo un forte coordinamento delle azioni, anche tramite una struttura speciale commissariale, che, in accordo con i nostri Enti e coinvolgendo anche le Regioni, ci aiuti a individuare azioni ed obiettivi possibili; che ci aiuti a raggiungerli anche tramite l’erogazione di fondi e risorse, da affiancare a quelle del Governo, per far fronte ai tanti interventi”.

Video dell’incontro: 

https://video.corriere.it/citta-cambiano-aria-patto-sindaci-una-pianura-padana-che-respiri/c5209688-0078-11ef-97e0-fe6279aa09bc?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2_8fRx3KI82poD813-TevwWm2DKZ6l_43SKJWkknqu-EI8-mTEapSGncQ_aem_ATqQGx-TdkpCdxGJJPLodPSHyKX2LdAsyl-bvBWQojpeaRsD0FxxSGVL_-DCfxg6GD6ye3JL7PF51QJzNTimaIhv

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