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Metti un libro in valigia: il miglior allenamento per il cervello in vacanza

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State cominciando a preparare le valige per le tanto desiderate ferie di agosto? Ricordatevi di lasciare un po’ di spazio per un paio di libri da portare con voi e da leggere durante i giorni di vacanza.

Ma io non leggo mai. Non mi piace. Non riesco a concentrarmi. Figuriamoci riuscire a leggere un paio di libri in vacanza, che è fatta per divertirsi, riposare, stare con la famiglia e gli amici, fare sport, scoprire luoghi nuovi… Tutte risposte che ci aspettiamo, in un Paese qual è l’Italia nel quale il 60% delle persone non legge neanche un libro nel corso di un anno, il 40% legge almeno un libro e solo il 10% costituisce una quota ristretta di cosiddetti “lettori forti” che legge più di 12 libri nell’arco di dodici mesi.

Eppure proprio i giorni di vacanza potrebbero essere l’occasione migliore per provarci e disintossicarsi almeno un po’ da una dipendenza digitale che sta caratterizzando ogni fascia di età e che, soprattutto, ci sta facendo rischiare di perdere il controllo del nostro cervello. Che è “antico”, è poco adatto a resistere a questo mondo iperstimolato dall’assalto di smartphone, chat, social, notifiche continue. Diventando un terreno sempre più fertile per la distrazione e l’ansia. 

Tanto che una rete di editori, docenti, formatori, esperti di comunicazione, medici e neuroscienziati ha deciso di lanciare una campagna sociale nazionale contro l’impoverimento cognitivo: Fai sport, leggi un libro – l’esercizio quotidiano per allenare il tuo cervello. Perché, di fronte alla pervasività della tecnologia, c’è il rischio che il nostro cervello venga attaccato e il nostro livello di intelligenza si impoverisca. Con tutti i costi anche sociali che ne derivano.

I promotori della campagna sostengono infatti che la costante esposizione a notifiche, a social media e a informazioni online frammenti l’attenzione, rendendo difficile concentrarsi su compiti complessi. E l’eccessivo consumo di social media porta a un deterioramento mentale che causa difficoltà di concentrazione, stress e disconnessione sociale. Inoltre abbiamo ormai esternalizzato la nostra memoria: ogni informazione la possiamo attingere facilmente e rapidamente dal web e di conseguenza non abbiamo più la necessità di memorizzare fatti e dati. Indebolendo la nostra memoria a lungo termine. 

L’abitudine a consumare solo informazioni brevi e frammentate (quelle dei social, i video, i meme, i reel, i titoli dei giornali online) ostacola lo sviluppo del nostro pensiero critico e la capacità di analisi, dando spazio al solo pensiero superficiale.

Per fortuna il nostro cervello è estremamente elastico. Si è adattato alle nuove tecnologie e può essere ri-allenato al pensiero lento, approfondito. Alla cognizione umana. In pratica: come corriamo, andiamo in palestra, giochiamo a padel per mantenere in forma il nostro corpo, è possibile allenare anche il cervello. Leggendo.

La sfida lanciata dalla campagna sociale Fai sport, leggi un libro è tarata sull’elevato numero di non lettori, persone non abituate a leggere, a fermarsi, a rallentare, a concentrarsi: si chiama Obiettivo Quota 15, ovvero un quarto d’ora al giorno di lettura, che è la soglia minima per proteggere le nostre funzioni cognitive. Dalla memoria al vocabolario fino alla concentrazione.

Qualunque libro scegliate di leggere, ricordatevi che si tratta di un regalo che vi state facendo. Niente di meglio che i giorni di vacanza per iniziare.

Buon agosto e buone letture!

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