Riforestazione e depavimentazione. Sono le parole dell’estate 2026, come antidoto alle isole di calore urbane. Ne avevamo parlato già due anni fa su questo blog, quando abbiamo raccontato le esperienze di Place de Catalogne a Parigi – foresta urbana inaugurata proprio nel 2024 a due passi dalla Torre Eiffel – e di Londra, che nel 2019 è diventata la prima città parco nazionale al mondo, contribuendo a mitigare gli effetti letali del caldo metropolitano. Oggi – con le temperature che già da maggio hanno raggiunto livelli inediti e insostenibili, con i parigini costretti a tappezzare le finestre con le coperte termiche per ripararsi – il tema è di grandissima attualità. Con la riforestazione e le depavimentazioni possono portare a una diminuzione delle temperature fino a 4 °C.

ISPRA e CNR hanno reso note le simulazioni del progetto MIRIFICUS (Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti) nelle aree di Roma e Firenze, dove l’introduzione di pavimentazioni che non trattengono calore, la realizzazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di nuovi alberi producono un calo netto delle temperature nelle ore più calde della giornata. Le aree scelte sono quelle di Settecamini e di Mercafir/Piazza Artom: tra le 9 e le 15, la differenza tra la temperatura attuale e quella simulata supera i 4 °C. Inoltre viene dimostrato che non si tratta di un effetto momentaneo, ma continuo, con la riduzione di temperatura che si mantiene stabile intorno ai 2/2,2 °C.
Il progetto – che ha il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana – mostra che, come viene affermato dai soggetti che hanno avviato la simulazione, «contrastare le isole di calore non rappresenta solo una necessità ambientale, ma un’opportunità concreta per rendere le città più fresche e più vivibili attraverso soluzioni semplici». In sintesi: più alberi, più suoli naturali, superfici che non si scaldano e una pianificazione urbana che tenga conto dei dati.

E così viene dimostrato che a Roma, dove la temperatura superficiale estiva dell’area urbana raggiunge una media di 43,7 °C, il raffrescamento con l’intervento simulato è già evidente dal mattino. E che a Firenze, che ha una temperatura media urbana oltre i 44 °C, il calo è superiore ai 4 °C. Insomma, anche nelle zone più cementificate il miglioramento del microclima è possibile.
Roma e Firenze sono solo le città scelte per le simulazioni. In quasi tutte le grandi città italiane le temperature estive superano i 40 °C, perché cemento e asfalto, suolo naturale e vegetazione scarsi, superfici impermeabilizzate trattengono il calore. E infatti le aree rurali mostrano una differenza media di 5,6 °C in meno rispetto alle città.
