Sostenibilità

Veneto capitale della sostenibilità: al via il Forum mondiale dei Giovani MAB Unesco

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Oltre 200 giovani provenienti da 142 Paesi si sono dati appuntamento per confrontarsi sulle sfide sostenibili del Pianeta. Dal 18 al 22 maggio si terrà infatti la terza edizione del Forum mondiale dei Giovani MAB Unesco (Man and the Biosphere Youth Forum), in programma in Veneto, nel territorio della Riserva della Biosfera del Delta del Po e dei Colli Euganei. Un appuntamento internazionale dedicato alle nuove generazioni impegnate nella tutela della Terra. 

Perché in Veneto? La regione conta ben quattro Riserve della Biosfera MAB Unesco. Oltre a Delta del Po e Colli Euganei, infatti, ci sono il Monte Grappa e parte di Po Grande, alle quali si aggiunge la candidatura in corso di una quinta Riserva: i Colli Berici. Oltretutto il Veneto ha già ospitato nel 2017 la prima edizione del Forum Mondiale dei giovani che vivono, lavorano e studiano in una delle 748 Riserve della Biosfera presenti in 142 Paesi. Fu un successo, da qui l’organizzazione del nuovo evento.

L’assessore regionale alla valorizzazione dei siti Unesco Marco Zecchinato in sede di presentazione ha inoltre affermato che il Veneto è “un punto di riferimento globale per i temi che più stanno a cuore ai giovani di oggi”: lo sviluppo sostenibile, il contrasto ai cambiamenti climatici, la protezione della biodiversità e la salvaguardia degli ecosistemi. “Per la nostra regione – ha dichiarato l’amministratore – l’evento rappresenta un’occasione di visibilità senza precedenti, rafforzando il nostro ruolo nel dibattito nazionale internazionale sulle politiche ambientali e sul coinvolgimento attivo dei giovani nei processi decisionali”.

Committed to the future we want è il tema scelto per il Forum 2026. Un impegno per il futuro che vogliono questi giovani tra i 18 e i 35 anni, selezionati dai loro Paesi e dall’Unesco, provenienti dalle Riserve della Biosfera di tutto il mondo. Si ritroveranno per dialogare e co-creare. Loro, che saranno i leader di domani, i gestori delle aree protette, i ricercatori, i decisori pubblici. Saranno cinque giorni di confronti articolati in plenari e tavoli tecnici, momenti di scambio culturale ed escursioni sul campo. Con sessioni che toccheranno i temi cruciali dell’innovazione scientifica per la sostenibilità, la governance delle aree protette e le azioni concrete per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

“Ospitare giovani provenienti da tutto il mondo ci permette di guardare il nostro territorio con occhi diversi e di riscoprirne ancora di più il valore”, afferma Elisa Venturini, assessora veneta all’ambiente, secondo la quale questo confronto internazionale aiuta anche le amministrazioni pubbliche locali ad andare oltre a “una visione ormai superata dei parchi come luoghi di vincoli, ma che devono essere incubatori di opportunità, spazi di innovazione, lavoro e qualità della vita”. Investire nella tutela della biodiversità significa “investire nel futuro delle nostre comunità, creando occasioni concrete per chi vuole costruire qui il proprio progetto di vita e di impresa”.

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