È diventato uno dei must di Confindustria Veneto Est, che riunisce gli imprenditori di Padova, Rovigo, Treviso e Venezia. La “Settimana della Sostenibilità”, che arriva quest’anno alla quinta edizione, ha l’obiettivo di promuovere il dialogo e il confronto tra le esperienze imprenditoriali, quelle delle scuole, dei centri di ricerca, delle start up e delle amministrazioni pubbliche del territorio.
Si terrà a Mogliano Veneto dal 17 al 20 marzo, ma un’anteprima è già andata in scena giovedì 5 marzo all’auditorium del Museo di santa Caterina di Treviso con lo spettacolo “Oltre il petrolio” di e con Patrizio Roversi. Un racconto teatrale che ha intrecciato filmati di viaggio, musica dal vivo e narrazione per indagare, senza cadere nel catastrofismo, i più noti disastri ambientali e che restituito con la giusta ironia storie di crisi ma anche di cooperazione internazionale e di speranza per il futuro.
L’obiettivo della quattro giorni di incontri, worshop e confronti è riuscire ad affrontare in modo sistematico i temi della sostenibilità nei tre aspetti relativi all’ambiente, al sociale e all’economia, scambiare buone pratiche, definire un comune linguaggio e attivare nuove collaborazioni.
In un contesto di attualità contrassegnato dalla guerra e dai suoi contraccolpi economici e sociali, la sostenibilità può apparire fuori tema o addirittura inutile. Ha ancora senso parlarne? Noi crediamo di sì. Anzi, siamo convinti che soprattutto in alcuni ambiti ne abbia ancora di più. A cambiare è il perché. La sostenibilità non è più solo “valori” o “reputazione”: è sempre di più sicurezza, resilienza e competitività.
Crisi e conflitti stanno riportando in questi giorni in primo piano quanto la dipendenza dalle fonti fossili (e dalle importazioni) espongano gli stati – inclusa l’Italia – allo shock del prezzo, con il conseguente ripensamento della necessità di avere una strategia di energy security grazie alle fonti rinnovabili. Stessa cosa vale per il clima, il cui cambiamento non rimane certo alla finestra, aspettando la geopolitica: gli eventi estremi, i danni infrastrutturali, lo stress idrico e gli impatti sull’agricoltura e la salute continuano a crescere e decidere di ignorarli può solamente aumentarne i costi, anche di carattere sociale. Non a caso COP30 ha definito, riconoscendolo, l’attuale contesto “stormy”, ribadendo però la necessità di continuità della cooperazione climatica.Programma e iscrizioni al link https://settimanadellasostenibilita.it/programma-2026/