Se il ricordo dell’austerity del 1973 – in un’Italia senza benzina nelle cui città rispuntarono i cavalli e tutti andavano in bici – di questi tempi ha cominciato a tornare nella memoria di chi quei giorni li ha vissuti, c’è anche chi si sta chiedendo, a fronte degli annunci delle compagnie aeree su carenza di carburante tagli dei voli e rincari dei biglietti, se sia il caso o meno di iniziare a programmare le vacanze estive. E se sì come.
Ben prima della guerra fra Stati Uniti e Iran e della chiusura dello stretto di Hormuz, c’era già chi aveva scelto un modo più economico (e più ecologico) di viaggiare: pedalando, in sella a una bicicletta. Come turisti. In Italia, naturalmente, dove lo scorso anno sono state stimate circa 49 milioni di presenze cicloturistiche con un impatto economico di oltre 6 miliardi di euro.
È il dato che emerge dalla sesta edizione del rapporto Viaggiare con la bici 2026, realizzato da Isnart-Unioncamere per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio in collaborazione con Legambiente. Un turismo che preferisce trascorrere le proprie vacanze sulle due ruote, lungo percorsi immersi nel verde. Ma non solo: un cicloturista su due unisce l’esperienza con la scoperta del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, con le eccellenze enogastronomiche dei nostri territori. Confermando «che la bicicletta è un grande “attivatore” di turismi che, come tale, richiede un sistema d’offerta integrata e multiprodotto».
Il rapporto ci racconta di un cicloturista sempre più giovane – con la Gen Z che passa dal 9,3%del 2024 al 17,3% di presenze – e allo stesso tempo sempre più coinvolgente per i Boomer (il 14%, nel 2024 erano l’8%). Le donne costituiscono il 47% (con +17 punti percentuale rispetto all’anno precedente) dell’utenza, la quale racconta di avere una situazione economica medio-alta (76%) e per il 42% una laurea. Il 36% sceglie di viaggiare con il partner e la famiglia, mentre il 17% con gli amici.
Nell’organizzazione della vacanza, il nuovo popolo della bicicletta si affida prevalentemente al web (6 su 10), dove si cercano soprattutto informazioni sugli itinerari e offerte promozionali. Per una spesa che mediamente si aggira sui 69 euro al giorno pro-capite per l’alloggio, a cui si aggiungono 91 euro per altri acquisti di beni e servizi sul luogo di vacanza. La cui meta è data in prevalenza dalle visite nei centri storici, dalle gite al mare e al lago, oltre che dalle degustazioni enogastronomiche (con una spesa media giornaliera a persona nei ristoranti di 22 euro e di 10 euro per acquistare prodotti tipici locali). Di tendenza anche i servizi termali e wellness. Un cicloturista su due racconta la propria esperienza sui social media.
Il rapporto analizza inoltre il mercato italiano del noleggio bici: l’orientamento è quello di un modello cosiddetto “multi-sede”, con le imprese che moltiplicano i propri punti di servizio (crescita del 47%), rafforzando quindi l’offerta e la sua articolazione territoriale per rispondere a una domanda in crescita costante.