Alla fine del 2025 ITLAS Società Benefit ha scelto di avviare un percorso di sostegno al progetto «L’educatore resiliente: strumenti, pensieri e pratiche nella relazione educativa con adolescenti fragili», promosso dalla Fondazione La Porta, ente del terzo settore nato nel 1985 a Vittorio Veneto con l’obiettivo di educare, istruire e mantenere minori con gravi condizioni familiari che non permettono loro un adeguato sviluppo psico-fisico. Minori che vengono accolti in comunità educative sia residenziali che diurne, dove possono prendere parte a percorsi di sviluppo socio-educativi.
Il progetto – che fa parte degli obiettivi dell’azienda anche nell’ambito delle attività svolte con il Gruppo Sostenibilità di Confindustria Veneto Est, che nell’ultima annualità ha chiesto l’individuazione di un’azione sociale da rendicontare in termini ESG – si muove dalla presa d’atto che oggi l’adolescenza rappresenta uno dei terreni educativi più complessi e delicati. Viviamo in un tempo caratterizzato da cambiamenti rapidi, identità in movimento, legami affettivi fragili e una crescente esposizione alla solitudine digitale.
«I minori e i giovani che incontriamo nei servizi residenziali e territoriali arrivano spesso con storie segnate da fratture familiari, traumi evolutivi, vissuti di rifiuto, fallimenti scolastici e difficoltà a riconoscere o comunicare i propri bisogni profondi. In questi percorsi di vita irregolari – spiega Antonella Caldart, presidente della Fondazione La Porta – la relazione educativa diviene non solo strumento professionale, ma vera e propria esperienza trasformativa. L’educatore, in questi contesti socio-educativi e socio-sanitari, abita una posizione complessa: è presenza quotidiana e al tempo stesso confine. È supporto emotivo, ma anche guida regolativa. È parte della vira dei ragazzi, ma deve saper mantenere una distanza professionale capace di tutelare entrambi». Un ruolo, quindi, che richiede non solo competenze tecniche ma anche maturità personale, capacità di lettura dei contesti, sensibilità relazionale e un solido orientamento etico. «Costruire relazioni significative con adolescenti in situazione di vulnerabilità – continua la presidente – significa saper ascoltare, dare forma alle emozioni, sostenere la frustrazione, gestire il conflitto senza annullarlo, accompagnare verso la possibilità di immaginare se stessi in modo nuovo».
Ecco quindi l’obiettivo del progetto: offrire agli educatori strumenti teorici e operativi che permettano di comprendere i processi evolutivi in adolescenza, progettare interventi intenzionali e coerenti, sviluppare uno stile relazionale capace di essere insieme empatico e autorevole. Oltre al fondamentale sostegno di percorsi di cura di sé, di supervisione e riflessività che aiutino l’educatore a mantenere equilibrio, presenza e resilienza professionale.
Partito operativamente a maggio, il progetto è rivolto a educatrici ed educatori, a psicologhe e psicologi: un percorso di circa 20 ore accreditate ECM tenuto da docenti universitari, articolato in quattro moduli. Nel primo incontro è stato approfondito il tema Dipendenze da sostanze: fragilità e crisi adolescenziale. Fattori di rischio, segnali di indicatori comportamentali e interventi. Negli appuntamenti successivi sono state sviluppate anche altre fragilità cruciali, quali i disturbi alimentari e il gaming. Il secondo modulo, dal titolo Comunicare per contenere: la relazione di aiuto nella Comunità per minori in crisi, e il terzo, Alleanza educativa con la famiglia come terzo polo del lavoro educativo, si svolgeranno in autunno.
L’organizzazione scientifica del percorso è stata curata da ISPAcademy.
ITLAS, oltre che con il sostegno economico del corso, si è resa disponibile ad accogliere eventuali richieste di inserimento nell’ambito lavorativo e di stage dei giovani seguiti dalla Fondazione La Porta.