Sostenibilità

100 città per la neutralità climatica

Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino. Sono le 9 città italiane che la Commissione europea ha inserito nella missione “100 climate-neutral and smart cities by 2030”, ovvero le 100 città che in Europa tenteranno la sfida alla neutralità climatica entro il 2030.

Che cosa significa? Si tratta di un programma dell’Unione europea che punta a rendere climaticamente neutre le emissioni provenienti dalle realtà urbane. Città che si fanno pioniere di questo importante traguardo attraverso azioni di mobilità, efficienza energetica e pianificazione urbana verde, con la possibilità di costruire iniziative congiunte con altri programmi dell’Ue.

Le 100 città ora sono chiamate a elaborare i propri Climate City Contract (da adottare nel corso del 2023), che devono includere un piano generale per la neutralità climatica in tutti i settori, ma anche i piani di investimento. Un processo che chiaramente non può avvenire senza che nella sfida vengano coinvolti attivamente cittadini, organismi di ricerca e settore privato.

Una sfida possibile? Per riuscirci, ad esempio Padova – unica città veneta inserita nella missione – alcuni giorni fa ha già ufficializzato un protocollo d’intesa con l’ateneo patavino, da anni impegnato attivamente nella definizione di politiche e strategie per la decarbonizzazione, per coordinare azioni e progettualità, collaborando così attivamente nel raggiungimento degli obiettivi della Net Zero Cities.

Una collaborazione che potrà assicurare un’efficace raccolta, organizzazione e condivisione delle informazioni e delle conoscenze sui temi da affrontare. “Comune e Università collaboreranno altresì in iniziative di divulgazione, campagne di informazione, eventi e progetti formativi sui temi della sostenibilità, per aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento di tutti i cittadini e degli altri attori del territorio”, spiega la prorettrice alla sostenibilità Francesca da Porto.

Altro esempio. A Roma il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un protocollo d’intesa con il ministero delle infrastrutture per ufficializzare l’adesione della Capitale al raggiungimento dell’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra (o comunque ridurle), compensando quelle rimanenti.

I “pilastri” su cui Roma deve puntare sono la mobilità sostenibile, con il rilancio del trasporto pubblico; la realizzazione della città dei 15 minuti, con la garanzia dei servizi di prossimità; la chiusura del ciclo dei rifiuti (problema annoso e sempre attuale), con l’aumento della quota di differenziata e la realizzazione di impianti per il riciclo e il recupero energetico; la forestazione urbana, con l’incremento del patrimonio arboreo cittadino; l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio.

Nel 2030 le città avranno a disposizione 360 milioni di euro.

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