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Quel “boom” degli anni Sessanta che diede vita al Salone del Mobile

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L’uscita dagli anni bui e devastanti della Seconda Guerra Mondiale è coincisa in Italia con una forte spinta alla ricostruzione edilizia. Il lungo conflitto aveva lasciato segni pesanti sulle città e su tutto il territorio nazionale. Un bisogno impellente di costruire nuove abitazioni, edifici dai grandi volumi che all’inizio degli anni Sessanta hanno avuto la necessità di essere riempiti: di persone ma anche di mobili.



Un’industria del mobile, quella italiana, caratterizzata da moltissime aziende di piccole dimensioni che avevano bisogno di farsi conoscere dal consumatore. Agli imprenditori italiani lo spunto arrivò dalla Germania, dove nel 1960 per le stesse ragioni riaprì “Koelnmesse” , storica esposizione di Colonia dedicata alla casa e all’arredamento. Fu un successo e l’Italia provò a fare altrettanto. L’anno successivo, nel 1961, alla Fiera di Milano venne inaugurata la prima edizione del Salone del Mobile: furono 328 le aziende che vi parteciparono, 12.100 i visitatori, ottocento dei quali provenivano dall’estero.



Da allora, dagli anni in cui iniziò il “boom” economico italiano degli anni Sessanta, di strada ne è stata percorsa tanta. Il Salone Internazionale del Mobile oggi è la manifestazione internazionale punto di riferimento per il settore dell’arredo e del design. Oltrepassò i confini nazionali, seppure ad anni alterni, nel 1967 e dal 1991 lo è in tutte le edizioni e nel 1994 è stato dichiarato il primo salone al mondo.



Dopo le molte edizioni organizzate alla Fiera di Milano e poi nella sede della fiera campionaria, dal 2005 il Salone del Mobile è stato trasferito a Rho nella nuova sede realizzata da Massimiliano Fuksas.