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Le proposte "green" dell'industria della moda

Dall’abito da tennis biodegradabile alla giacca creata con la plastica del Pacific Trash Vortex.



“La moda è una delle industrie più dannose per l’ambiente ed è giunto il momento di creare risposte e trovare alternative al problema dei rifiuti tossici”.



A dichiararlo, qualche giorno fa, Stella McCartney. La stilista inglese è fra i protagonisti della rivoluzione green nel mondo della moda, che sta lanciando nelle collezioni primavera/estate 2020 delle proposte originali, innovative e soprattutto ecosostenibili.



Assieme all’azienda tedesca Adidas la McCartney ha presentato due nuovi prototipi di abbigliamento sostenibile. Il primo è un abito da tennis completamente biodegradabile alla fine del proprio ciclo di vita: è realizzato con materiale a base proteica fatto di acqua, zucchero e lievito. Il secondo è una felpa con il cappuccio 100% riciclabile, realizzata per il 40% con cotone organico proveniente dalla discarica e per il restante 60% con una nuova tecnologia che trasforma i vecchi indumenti in nuove materie prime di alta qualità.



I nuovi sviluppi del mondo della moda hanno come protagonista anche Roy Rogers, il primo marchio di jeans italiano, che opera dal 1952. L’azienda ha inserito nella prossima collezione un cinque tasche fatto con il denim della giapponese Kurabo, derivato dal recupero delle t-shirt usate



Senza dubbio di grande impatto è l’operazione messa in atto dall’azienda italiana di abbigliamento Paul&Shark, che ha creato “Save the Sea”, giacca totalmente ecosostenibile progettata per l’impiego della plastica post-consumo. E non si tratta di una plastica qualunque: l’azienda ha scelto di utilizzare la plastica dell’isola della plastica, il Pacific Trash Vortex, noto anche come grande chiazza di immondizia del Pacifico (Great Pacific Garbage Patch), il più grande accumulo di spazzatura galleggiante al mondo.


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