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In Italia si tagliano troppi alberi? Una bufala.

Gira voce che nelle foreste italiane si tagliano troppi alberi. Una voce sempre più insistente, che sta insinuando nell’opinione pubblica l’idea di un processo di progressiva distruzione del nostro patrimonio boschivo. Ma è vero?



La risposta è no, si tratta di una fake news. Per dirla in italiano: una bufala. Ma non ci accontentiamo di fermarci qui, per spiegare perché si tratta di disinformazione nei confronti delle foreste italiane e dell’intera filiera del legno. Preferiamo dare qualche numero.



Il prelievo dalle foreste italiane è uno dei più bassi di tutta l’Europa ed è di gran lunga inferiore all’incremento annuo: ammonta al 40 per cento dell’incremento che le stesse foreste hanno nell’arco di un anno. La domanda italiana di legname è di 60 milioni di metri cubi l’anno e i tagli effettuati in patria coprono appena il 40 per cento di questo fabbisogno nazionale. La conseguenza è chiara e si traduce in un fortissimo ricorso alle importazioni. Tanto che ben l’80 per cento del legname da opera utilizzato nel nostro Paese viene acquistato all’estero.



I dati sono stati elaborati dal 2015 al 2020 dalla Forest Europe, l’agenzia europea che si occupa della gestione sostenibile delle foreste. Che da parte ha fatto di più. Ha raccomandato all’Italia l’importanza di aumentare il prelievo sostenibile dalle proprie foreste. Perché? La risposta è duplice.



Da una parte è importante ampliare le superfici forestali certificate, gestite cioè in modo sostenibile. Gli alberi sono una risorsa rinnovabile che può auto rigenerarsi e la gestione forestale sostenibile assicura che i giovani alberi siano piantati quando vengono prelevati quelli vecchi. E “una gestione certificata è l’unica arma in possesso della Società Civile per combattere le attività illegali nel settore foresta-legno, che ogni anno fruttano alla criminalità organizzata fino a 100 miliardi di euro e rappresentano la seconda voce di fatturato dopo quello della droga”, come spiega Antonio Brunori, segretario generale di PEFC™ Italia .



Dall’altra non va dimenticato che fare massicciamente ricorso alle importazioni di legname produce un notevole impatto in quelle che a conti fatti sono “le foreste degli altri”. Che in molti casi non godono delle stesse tutele di quelle italiane e in parte europee. Quali tutele? Eccole. Oltre l’87 per cento delle foreste italiane ha un vincolo idrogeologico (il 32 per cento di quelle europee). Il 34 per cento delle foreste italiane si trova all’interno di aree protette e con un vincolo naturalistico (il 23, 6 per cento di quelle europee). Ma soprattutto il 100 per cento delle foreste italiane ha un vincolo paesaggistico e una parte di queste addirittura un doppio vincolo paesaggistico. Non finisce qui: l’Italia ha il primato europeo di maggiore percentuale di foreste che sorgono in area protetta.


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