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Una foresta temporanea al Museo del ‘900 di Mestre

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L’arte si fa natura. O forse sarebbe meglio dire che la natura è arte. Tanto che a Mestre hanno scelto di allestire una mostra temporanea di oltre 600 essenze al Museo del ‘900 M9. Da venerdì scorso fino al 16 aprile il verde sarà protagonista all’interno dello spazio espositivo.



“Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro”, il titolo dell’installazione ideata e curata da Luca Molinari e Claudio Bertorelli: querce, carpini, fanie, oppi, sambuchi, frangole, olmi campestri, frassini, ciliegi, sanguinelle, noccioli, cornioli, biancospini, ligustri, rose canine, prugnoli e lantane creano per quattro settimane una foresta temporanea che si pone l’obiettivo di reagire all’emergenza pandemica, ma anche di testimoniare come la Repubblica di Venezia abbia sempre rivolto una grande attenzione e lungimiranza alla salvaguardia dell’ambiente.



Sono 180 gli alberi, alti fino a quattro metri, che sovrastano con la loro chioma la vegetazione sottostante. Un sottobosco ricreato con piante fino a quaranta centimetri di altezza. E la foresta, grazie all’applicazione di una pellicola a specchio, si riflette sulle pareti del terzo piano del museo per sottolineare lo stretto rapporto che unisce il territorio veneto ai suoi boschi.



Al di là della bellezza dell’iniziativa, va messa in evidenza la destinazione finale delle piante. Gli alberi, una volta terminata l’installazione, saranno donati dal museo mestrino a sette comuni della pianura del Veneto. Le piante più giovani, invece, andranno ai cittadini per diffondere l’arte di coltivare la biodiversità nel proprio giardino o nel proprio quartiere.



Nell’ambito dell’iniziativa sarà assegnato anche il “Premio Jean Giono. L’uomo che piantava gli alberi”, istituito da Veneto Agricoltura, l’agenzia regionale che sovrintende le foreste del Veneto. Il premio verrà assegnato a una personalità che si è contraddistinta nella promozione e nella realizzazione di impianti di vegetazione legnosa.



In tutto questo va ricordato che il Museo del Novecento di Mestre ha da tempo avviato il progetto greentech “M9 Impatto Zero”, con l’ambizione di diventare il più grande museo italiano a impatto energetico zero grazie all’installazione sui tetti degli edifici del distretto di un nuovo impianto fotovoltaico che porterà a una espansione della potenza da 80 a 270 kW con 995 metri quadrati di pannelli solari senza impatto visivo e una produzione totale di 6,4 milioni di kWh. Obiettivo: entro il prossimo triennio raggiungere la neutralità energetica.