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Nasce “Change”, il festival di architettura rivolto alla sostenibilità

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Nasce “Change”, festival di architettura per un nuovo approccio alla sostenibilità e all’innovazione urbana, culturale e ambientale.



Eventi in presenza e in digitale ospitati fino al 31 ottobre al Museo nazionale delle arti del XXI secolo Maxxi di Roma



Vi ricordate l’appello lanciato durante il lockdown al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dagli architetti di tutta Italia? Chiedevano di cominciare a progettare il futuro di una società che dovrà imparare a convivere con le pandemie



È arrivato il momento di entrare nel vivo. Così al Maxxi di Roma – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, progettato da Zaha Hadid e gestito dall’omonima fondazione del Ministero per i beni e le attività culturali – nasce “Change – Architecture. Cities. Life.”, festival di architettura per un nuovo approccio alla sostenibilità e all’innovazione urbana, culturale e ambientale. 



Organizzato da Open City Roma, Maxxi e Ordine degli architetti di Roma, il festival si è aperto il 24 settembre e proseguirà fino al 31 ottobre, con una serie di eventi in presenza e altri in digitale fra talk, brainstorming, mostre, installazioni, passeggiate urbane e workshop. L’obiettivo è stimolare il confronto di idee, conoscenze e progetti, per dare risposte urgenti alla più difficile delle domande: come trovare l’equilibrio fra le esigenze umane e la capacità del pianeta di sostenerle nel tempo? In un’ottica transdisciplinare, Change affronta i temi della rigenerazione urbana e dell’innovazione sociale, della carbon neutrality e del risparmio energetico, dell’uso di sistemi intelligenti di materiali sperimentali, della rinaturalizzazione degli spazi urbani e della mobilità sostenibile.  



Gli architetti quindi si interrogano, perché inevitabilmente l’eco del Climate Change abbraccia anche il campo dell’urbanistica e l’architettura ha il dovere il cambiare verso alle città. Sotto la spinta della pandemia da Covid-19, viene raccolto l’allarme degli scienziati, ma anche quello degli stessi architetti. Perché, come afferma il direttore di Open City Roma Davide Paterna, “fra cambiamenti climatici e pandemia oggi viviamo un momento di grande incertezza, ma l’incertezza può essere usata come leva per un nuovo inizio, cogliendo elementi di novità, che sono sicuramente la capacità tecnologica che la scienza umana ha raggiunto in questa fase”.



Per oltre un mese progettisti e pensatori dialogheranno su un domani in chiave sostenibile, innovativa e responsabile. Saranno stimolate idee e messe in gioco competenze multidisciplinari per comprendere e innovare in modo sostenibile. Saranno proiettati film e documentari su architettura, città e cambiamento sostenibile. Verranno organizzate visite guidate agli edifici più green di Roma. Un festival che non riguarda solo il cambio di passo urgente per arginare le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche tutto ciò che deve essere modificato. “Se l’Ottocento è stato il secolo dell’Illuminismo – afferma Paterna – questo inizio di nuovo Millennio deve aprire le porte a un nuovo corso della nostra evoluzione come specie, mettendo così in equilibrio l’economia, la scienza, l’ambiente”.



Per approfondire: www.maxxi.art/change-architecture-cities-life