Sostenibilità

Ecosistema Urbano 2023: le città italiane più sostenibil

Qual è oggi in Italia il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a quello di una città ideale? A determinarlo ci ha pensato anche quest’anno Legambiente con il progetto Ecosistema Urbano, realizzato per il trentesimo anno e che, come spiega Mirko Laurenti, responsabile dell’indagine, “racconta di un paese che combatte in modo alternante e incerto con le stesse, drammatiche, emergenze urbane”.

Senza puntare a visioni non troppo utopistiche, Ecosistema Urbano determina la classifica delle performance ambientali delle città capoluogo secondo 19 parametri, ciascuno dei quali prevede un punteggio, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. L’ultimo rapporto ci restituisce una media del punteggio in salita, che si attesta al 56,41 per cento (l’anno scorso era al 53,41 per cento e due anni fa al 53,05 per cento). Se nessuna città italiana arriva a quota 100, va anche detto che, rispetto al 2022 quando nessuna superò quota 80, nel 2023 sono ben tre a riuscirci: Trento, Mantova e Pordenone. Mentre Treviso e Reggio Emilia hanno superato quota 75. In undici (lo scorso anno erano otto, sei due anni fa) superano i 70 punti.

 

Realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e quella editoriale de Il Sole 24 Ore, il rapporto è il primo studio a livello mondiale a porsi come obiettivo l’organizzazione dei dati ambientali delle città per fornire un criterio di valutazione della sostenibilità e un benchmarking delle prestazioni ambientali. Lo scopo è riuscire a misurare per così dire la “febbre ambientale” dei capoluoghi di provincia e l’efficacia delle prescrizioni messe in atto dalle amministrazioni pubbliche. Insomma, un termometro della sostenibilità.

 

Che sul podio più alto della classifica ci sia Trento non è una sorpresa: la città nel 2022 arrivò seconda, vinse sia nel 2020 che nel 2021. Quali sono i fattori di questo successo? Innanzitutto la qualità dell’aria è mantenuta a un buon livello, con un leggero miglioramento nelle medie relative al biossido di azoto, con un’attestazione entro i limiti per quanto riguarda il PM10 e il nuovo PM2,5. Mentre c’è un peggioramento del numero di giorni di superamento dei limiti di ozono nell’aria. A questo si aggiunge il fatto che in città il consumo idrico è diminuito, passando dai 149,7 litri per ciascun abitante dello scorso anno agli attuali 147,4 (erano 151,3 due edizioni fa). La produzione totale di rifiuti scende leggermente, tanto da valere a Trento il settimo posto nella graduatoria specifica della differenziata. Crescono i passeggeri trasportati dal servizio pubblico, che passano da 101 viaggi per abitante l’anno del 2021 ai 123 del 2022 ai 136 di quest’anno. In crescita anche i metri equivalenti ogni 100 abitante di infrastrutture per la ciclabilità: dagli  8,67 metri di due anni fa si è passati l’anno scorso a 8,92 e oggi la città arriva a 8,95. Per quanto riguarda il verde, il riferimento è il dato Istat: sono oggi 403,6 i metri quadrati per abitante (erano 396,2 l’anno scorso), tanto che Trento si proietta al secondo posto assoluto di questo indice. Più verde ma anche più pannelli solari installati sugli edifici pubblici, con 14,81 kW ogni mille abitanti.

Tutto bene? A dire il vero qualche nota dolente c’è. Come l’acqua dispersa nella rete, che passa dal 15 per cento di due anni fa al 22,3 per cento del 2022 al 22,4 per cento di quest’anno. E, ancora una volta, la superficie di suolo destinata ai pedoni si ferma a un poco edificante 16,3 metri quadrati ogni 100 abitanti. La città, infine, ha un lieve peggioramento anche dell’indice sul consumo di suolo.

A questo link sono visibili tutte le città analizzate con i relativi dati: https://ecosistemi.legambiente.it/risultati2023ecourb/

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